UN’ITALIA ECCEZIONALE – ASSISI E SAN FRANCESCO

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Tra la cascata delle Marmore ed Assisi ci sono circa 80 km e vengono percorsi tutti su strada statale; comprendi la bellezza dell’Umbria passando attraverso i boschi e costeggiando le città di Spoleto e di Foligno.
Il tramonto attende ad Assisi e nessuno di noi è intenzionato a farlo aspettare. Dalla finestra dell’hotel “Il Castello”, che dà sulla piazza principale, facendoti intravedere la Basilica di San Francesco, il sole tramonta dietro la collina sulla quale si scorge Perugia in lontananza. È lunedì sera ed Assisi sembra bellissima, ma un po’ spenta, non ci sono molte persone in giro, sono tutte nei pochi ristorantini aperti; sono le ore 21.00 e la fame si fa sentire, quindi… Quindi ristorantino, bruschette al tartufo, antipasto misto di salumi e formaggi umbri, strangozzi al tartufo nero di Norcia, un buon vino rosso umbro e poi a nanna.
L’indomani mattina Assisi risplende di una bellissima luce di un sole d’agosto e la Basilica di San Francesco, a due passi dall’hotel, è la prima tappa di oggi. Mi piacciono le visite guidate a patto che la guida ci sappia fare e abbia quella vena ironica e carismatica per non appiattire il racconto facendo addormentare tutti; oggi la visita guidata è con un frate dell’ordine dei francescani: un talento rubato alla televisione, un misto tra un comico all’Alberto Sordi ed un carabiniere incazzoso intento e rigido nel far rispettare le regole: la visita della Basilica con lui assume tutto un’altro sapore; la Basilica di San Francesco ad Assisi, che dal 1230 contiene le spoglie del Santo, fu fatta costruire da papa Gregorio IX e da quel momento fu custodita ed affidata ai frati dell’ordine fondato da San Francesco che vivono nel convento annesso alla Basilica; si divide in due, quella Superiore e quella Inferiore ed è davvero unica nel suo genere. La visita che doveva durare circa un’oretta si è protratta per più di due ore tra le mille peripezie del frate che hanno raggiunto l’apice quando nella parte superiore ha “gentilmente” accompagnato fuori un turista inglese che, pensando di farlo fesso, continuava a fare foto nonostante i suoi avvertimenti. Il congedo del frate intorno all’ora di pranzo è stato nel chiostro del convento, un applauso è partito spontaneo da parte di tutti noi uditori perché l’arte mischiata alla comicità e contornata con la rigidità dell’arma dei carabinieri non è cosa che si vede spesso: lui con falsa modestia, sornione, se li è presi tutti accennando un aneddoto sui cavalli che mi porterò dietro per tutta la vita.
Su e giù per le viuzze di Assisi nelle ore successive, in un allenamento cardio fantastico, passando dalla Rocca Maggiore fino alla Basilica di Santa Chiara e San Rufino abbiamo potuto ammirare, ma più che altro percepire, la sacralità di questo luogo, e prima di andare via, l’ultima tappa d’obbligo è stata alla Porziuncola all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, altra Basilica papale extraterritoriale insieme a quella di San Francesco.
Insomma Assisi, di te avevo sempre sentito parlare, ma mai avuto il piacere di conoscerti, ora sei nel mio cuore, grazie per la tua ospitalità e per tutte le bellezze che nascondi. Arrivederci a presto!

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